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Per chi legge il blog: il lettore deve sapere che, leggendo i miei post, potrà trovare imprecisioni e quindi può benissimo farmi notare l'errore con i mezzi che internet e il blog mettono a disposizione.  Io mi impegnerò a modificare il post. Non censuro gli anonimi entro i limiti della diffamazione, comunque gradirei che chi scrive determinate cose, si prenda la responsabilità di quello che scrive. Abbiate il coraggio e non nascondetevi, anche se poi non me ne importa più di tanto. Saluti
Per chi volesse contattarmi su Msn: silviomancinelli@hotmail.com








 
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LAVORO
Un nuovo sindaco per Sulmona
14 maggio 2012

Cosa si farà a Sulmona nel prossimo anno? Se da una parte ci sarà la possibilità che il tutto imploda sempre di più in una supernova, dall’altro ci si prepara a sconfiggere il centro destra alle urne.  Già però sappiamo una cosa. Almeno io la so. So quale partito vincerà. È il partito dell’astensione. Perché uno dovrebbe andare a votare? A tutti coloro che hanno votato Federico, quale città è stata data? Alla fine di questi cinque anni ci sarebbe dovuto essere un casinò, un grattacielo, meno alcol e droga trai giovani, una maggior disciplina nel parcheggiare e tolleranza per chi è diverso. E poi turismo e cultura. Credo che non sia così. Dopo cinque anni avremo una città mediocre a livello di ricettività, di riferimenti culturali, di programmazione economica. C’è sfiducia. Sia a livello nazionale che locale molti politici non si vedono più in giro, hanno capito che forse hanno perso una buona occasione per fare qualcosa per la città.  Voglio vedere come si possa convincere uno ad andare a votare in queste condizioni. Per questo vincerà l’astensionismo. Fatto di delusione, rabbia e voglia di vedere uno decente alla guida di questa città. Nessuno parla al cuore della gente, nessuno ha idee chiare espresse alle persone.  Eppure non ci vuole molte. Un sindaco deve dare sicurezza alle persone, deve tenere l’ospedale in sicurezza, deve far riaprire il Liceo Classico. Deve organizzare un piano per mettere in sicurezza la città in caso di evento sismico; deve dimostrare che un po’ di neve si può togliere con una giornata. Deve imporre ai cittadini una certa disciplina nell’ambito dei rifiuti, dei parcheggi. Deve far capire loro che la macchina in città è l’ultimo mezzo al quale pensare per spostarsi. Il sindaco di una città deve rimanere vicino a chi lavora, a chi è precario, a chi è esodato, a chi è cassa integrato. Deve anche spronare la gente disoccupata a trovare un’alternativa al loro stato attuale. Deve difendere i giovani. Deve dare spazio alla creatività. Deve presentare grandi progetti, non campati in aria, ma fattibili. Solo così potrà superare il partito dell’astensionismo. E non con quei soliti discorsi, e non con le cene pagate, e non con la promessa di posti di lavoro.  Ora si criticano i nuovi lavori nei pressi di Piazza Garibaldi. Un sindaco dovrebbe presentare online le idee per la propria città, dovrebbe far tutto ciò in collaborazione con i cittadini. In fondo si spendono i nostri soldi. Battere il centro destra non è difficile ora come ora a Sulmona, ma non bisogna vincere, ma governare ed è tutta un’altra cosa.




permalink | inviato da liberissimo il 14/5/2012 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Fate risorgere l'arte a Sulmona
18 aprile 2012

Quando sono al lavoro mi chiedo spesso chi è la persona che mi sta davanti. C’è quello che fa il corriere per l’SDA, quello che fa il muratore, il dipendente di una azienda dei trasporti. Ma dietro i loro lavori c’è un poeta, un dj, un chitarrista o un pittore. Credo che questa città, tra le tante cose che non vanno, ha pure questo come difetto. Tanta arte nascosta, non prodotta, oppure non considerata. Tanto da rendere ancora più frustrante la vita di tutti giorni, fatta sempre di fatica, di nervosismo, di elementi sempre uguali a se stessi. È vero che c’è un problema politico qui a Sulmona, che sono a rischio tribunale, ospedale, agenzia delle entrate, ma è anche vero che se una città non aiuta a far vivere meglio i propri cittadini, ha fallito la sua missione. Tanto vale avere i natali da un’altra parte. Per molti avere la possibilità di poter aprire la loro mente, esprimere le proprie doti sarebbe un elemento positivo in un momento di crisi. Ed invece qui è come se governasse Darth Vader e il suo potere oscuro. Più la situazione è stagnante più si chiudono gli spazi, o non si aprono per nulla, per sfogarsi. Per potere dire in rima, oppure con un ritmi incalzanti quello che si pensa, narrare anche per i posteri questa situazione del cacchio. Neanche questo la politica capisce. La politica non capisce mai niente, ma anche loro sono uomini, dovrebbero capire, ma in realtà sono automi che vanno dietro a norme, a litigi, perdendo di vista la cosa fondamentale: il benessere psicofisico delle persone. Per questo auspicherei che la prossima amministrazione dia una sterzata anche a questo. Mi piacerebbe una amministrazione grintosa contro chi ci attacca all’esterno e non ci  aggiusta l’ospedale, non difende il tribunale, non difende i disoccupati fregati da promesse rimaste tali, ma poi deve essere amorevole con chi ci abita a Sulmona, con chi vuole dare un senso vitale ai muri, ai luoghi di questa città.  Questo è quello che vorrei, in modo tale che chiunque possa affermare che non lavora in un posto grigio, ma che fa arte, seppure gratis.




permalink | inviato da liberissimo il 18/4/2012 alle 18:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
LAVORO
Il lavoro è morto
25 marzo 2012

Sono ormai entrato nella consapevolezza che il lavoro in Italia sia finito. Non ci vogliono analisti di chissà quale nome per capirlo, ma basta vedere come procede la vita di tutti i giorni. I ricchi continuano a poter vivere mentre la fascia più ampia fascia della popolazione italiana, fatta di lavoratori dipendenti e no, fatica.  In banca si vedono girare pochi soldi, anche se oramai si fa quasi tutto online con bonifici e accrediti pos, rispetto all’anno scorso, non ci sono più file allo sportello.  Insomma qui si parla di riforma del lavoro, ma questa nuova legge riguarda solo il meccanismo dell’entrata e dell’uscita dal mondo lavorativo. Sia il governo che le parti sociali si sono dimenticati di parlare di come far nascere nuovo lavoro in Italia. Cioè si è discusso del contenitore e non del contenuto.  Forse non ci si rende conto che siamo morti da un punto di vista economico e se non interviene qualche fattore esterno imprevedibile lo saremo sempre di più.  Ed allora che fare? Non sono un analista, ma per chi può, mettersi qualcosa da parte, tagliare le cose inutili, credo che sia la cosa principale da fare. Per chi non può, in realtà, una ricetta non c’è, perché il circuito lavorativo italiano si è interrotto molto tempo fa. Tornare a produrre, mantenere e recuperare il debito pubblico, ora come ora, sembra un miraggio. Draghi ha detto ai Greci che quest’ultimi “devono accettare dei cambiamenti nei loro standard di vita, acconsentendo anche a tagli delle retribuzioni e dei salari in tutti i settori”.  Noi possiamo star tranquilli dato che guadagniamo di più solo rispetto al Portogallo (17mila) e poi alla  Slovenia, Malta e Slovacchia. Però quando la crisi abbatterà, con la speculazione, Portogallo, Spagna e Irlanda, non rimaniamo che noi. E poi Draghi il discorsetto lo farà anche a noi.




permalink | inviato da liberissimo il 25/3/2012 alle 11:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
ECONOMIA
Dal Paese reale all'allergia
15 marzo 2012

L’allergia dilaga, prima non c’erano tante persone che soffrivano di questa malattia. Mi chiedo se sia contagiosa ma mi dicono che non lo è. È genetica, ma mio padre ha cominciato a starnutire a 50 anni. Mi dicono che deriva dagli agenti atmosferici. Forse dall’inquinamento. Ed allora perché non pensare che sia qualcuno che inquina la nostra economia? Ormai ci si è accorti che in tutto quello che si analizza, di reale non c’è nulla. Non c’è l’operaio che deve pagare il mutuo, non c‘è il giovane che deve iniziare un’attività. C’è solo un flusso di più e di meno che si aggira sugli stati. In questo campo allora c’è sicuro qualcuno che inquina, forse speculatori che possono essere finanziarie, banche, società di tutti i tipi. Quindi dalla moneta reale si passa a prodotti finanziari ideati ad hoc, come per esempio l’acquisto del debito (che già di per sé è un controsenso), i derivati e tutto il resto. In tutto questo chi opera si pone come un virus allergico e colpisce gli stati, e dalla finanzia si passa al luogo reale, che è rappresentato da noi. Quindi quando si dice che la Grecia è salva, si dice bene, è salva la Grecia non i greci che oramai sono morti. Se non si ritorna al Paese e all’economia reale, se non si pensa alle persone e non gli agli stati, se non ci si lascia ispirare dall’umanesimo, possiamo darci per morti fin da ora.




permalink | inviato da liberissimo il 15/3/2012 alle 18:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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